

















“Chiamate, vi prego, il mondo la valle del fare anima. Allora scoprirete a che serve il mondo!”
John Keats

Immaginazione Attiva
L'immaginazione attiva è una delle tecniche più significative e profonde sviluppate da Carl Gustav Jung per l'individuazione e il lavoro sull'inconscio. Si tratta di un metodo strutturato per entrare in dialogo consapevole con i contenuti dell'inconscio, permettendo a questi ultimi di emergere senza la mediazione, la censura o la repressione della parte razionale, ma mantenendo tuttavia una presenza cosciente.
A differenza della semplice fantasia, che si genera passivamente sotto l'impulso di bisogni o desideri , l'immaginazione attiva è un processo attivo e dialettico, il cui obiettivo non è dare voce alla propria parte creativa, nel senso più comune del termine (sebbene questo possa accadere), bensì stabilire una comunicazione tra la parte cosciente e l'inconscio.
Jung distingue nettamente questa pratica dalla meditazione di origine orientale o dalla dimensione onirica.

“L'immaginazione attiva non è né sognare ad occhi aperti né fantasticare passivamente; è un atto di attenzione intensa verso i contenuti psichici che sorgono spontaneamente, al fine di comprenderne il significato e integrarli nella personalità.”
(C.G. Jung)
Il processo richiede che l'individuo permetta all'immagine di prendere vita autonoma (l'immagine si anima da sola), osservandola e poi interagendo con essa, ponendole domande e rispondendo alle sue affermazioni.
Le Fasi del Processo
Sebbene Jung non abbia strutturato il processo in fasi definite, nei suoi scritti (in particolare il Liber Novus e Il Libro Rosso) emerge una sequenza logica:
- Induzione dello stato di rilassamento e concentrazione. Si comincia raccogliendosi in un atteggiamento contemplativo, simile alla meditazione, per facilitare la “disattivazione” del censore psichico.
“Bisogna prima calmare la mente, come si fa per osservare il fondale di un lago turbolento, fino a quando non emerge qualcosa dalle profondità.”
(C.G. Jung)
- Sospensione dell'attività critica. È fondamentale permettere all'immagine di manifestarsi senza giudicarla immediatamente o cercare di manipolarla con la parte razionale.

“Non devi essere tu a guidare l'immagine, ma devi lasciarla vivere la sua vita. Devi diventare testimone.”
(C.G. Jung)
- Dialogo interiore (La fase cruciale). Una volta che un'immagine (spesso una figura archetipica o un simbolo) si è formata, il soggetto deve "parlarle". Questo dialogare può avvenire interiormente o, come suggeriva Jung per maggiore concretezza, attraverso la scrittura o il disegno.
"Dopo che l'immagine è emersa, bisogna affrontarla. Si deve chiedere: "Chi sei?", "Cosa vuoi da me?". E si deve attendere la risposta che sorge dall'interno, non quella che la ragione costruisce."
(C.G. Jung)
- Integrazione Etica. Questa è forse la parte più importante. Non basta vivere l'esperienza, bisogna portarla nella vita reale. L'immagine rivela spesso valori etici opposti a quelli consci o aspetti repressi della personalità (l'Ombra).
“L'immaginazione attiva non ha valore se non conduce a un cambiamento concreto nell'atteggiamento morale e nella condotta di vita. Se lasci l'esperienza sulla pagina, non è avvenuto nulla.”
(C.G. Jung)