

















“Chiamate, vi prego, il mondo la valle del fare anima. Allora scoprirete a che serve il mondo!”
John Keats
Note bibliografiche
Spiritual Bypassing
Per completezza riguardo la questione dello Spiritual Bypassing voglio citare il pensiero dei coniugi Christina Grof e Stanislav Grof (lui psichiatra e ricercatore nel campo degli stati di coscienza non ordinari, lei psicologa transpersonale). Creatori del metodo Respirazione Olotropica e dello Spiritual Emergence Network (fondato da Christina), una rete dedicata al supporto di persone in crisi spirituale. I coniugi affrontano la questione da un punto di vista opposto: bisogna distinguere quelle che sono crisi scatenate da un bisogno di trasformazione da quelle che invece sono manifestazioni patologiche che richiedono un intervento medico. Il concetto da loro proposto di Spiritual Emergency (emergenza spirituale), sviluppato negli anni '80-90, rappresenta il complemento necessario alla discussione sullo bypassing.
I Grof sostengono che molti episodi tradizionalmente diagnosticati come malattie mentali siano in realtà crisi sospinte da un tentativo di evoluzione della coscienza, che possono assumere la forma di: esperienze di morte-rinascita simboliche, fenomeni archetipici e mitologici, attivazioni energetiche intense (come ad esempio il risveglio Kundalini), momenti di identificazione con la coscienza cosmica. Per Christina Grof la differenza tra una Spiritual Emergency genuina e il fenomeno dello Spiritual Bypassing risiede nella natura stessa dell'esperienza. Nell'emergenza spirituale c'è una dimensione di apertura non volontaria che spinge la persona verso una trasformazione nonostante la sua resistenza iniziale, mentre nello Spiritual Bypassing si attua una scelta cosciente o semi-cosciente per evadere dal disagio. Lo Spiritual Emergency si manifesta con stati di sofferenza anche intensa ma significativa che porta a trasformazioni profonde, mentre lo Spiritual Bypassing produce sollievo temporaneo, ma con potenziali conseguenze negative nel tempo. Lo Spiritual Emergency richiede contenimento e accompagnamento, ovvero ciò che la pratica analitica offre.
Il modello AQAL di Ken Wilber
Ken Wilber ha elaborato il modello teorico AQAL, acronimo di "All Quadrants, All Levels", come mappa della realtà che includa il maggior numero di prospettive valide. Il modello mostra come ogni aspetto della realtà abbia una dimensione interiore e una esteriore, una individuale e una collettiva.
Il fulcro del modello sono i quattro Quadranti. Wilber sostiene che ogni realtà può essere osservata da quattro prospettive fondamentali, come se avessimo quattro finestre su un'unica casa. Nella finestra in alto a sinistra troviamo il quadrante Individual-Interior: ciò che sperimentiamo soggettivamente (Io) -(pensieri, emozioni, significati personali, coscienza interiore). È il dominio dell'introspezione e della fenomenologia. Di fronte, nella finestra in alto a destra, c'è quadrante Individual-Exterior: tutto ciò che si può misurare oggettivamente nel singolo (Esso)-(il corpo fisico, i comportamenti osservabili, le strutture neurologiche) .
Scendendo ai quadranti inferiori, entriamo nel dominio del collettivo. In basso a sinistra abbiamo il Collective-Interior: i significati che un gruppo dà alla vita insieme (Noi)-(la cultura condivisa, i valori comuni, le visioni del mondo del gruppo). Infine, in basso a destra, il Collective-Exterior: tutto ciò che emerge quando le persone interagiscono in modi strutturati (Loro)-(le strutture sociali, le leggi, l'economia, le istituzioni).
Wilber ci ricorda che queste quattro prospettive non sono separabili ma co-evolvono: un cambiamento interiore individuale influenza la cultura, che a sua volta modifica le strutture sociali, e così via in un gioco complesso di retroazioni. Pensiamo al movimento femminista, ad esempio: è nato da intuizioni nel campo Collective-Interior (quadrante culturale), si è manifestato attraverso nuovi comportamenti individuali, ha prodotto nuove istituzioni legali e ha cambiato i modi stessi delle relazioni personali. Se ne deduce una regola fondamentale: non si può cambiare lo stato di un quadrante senza influenzare anche gli altri. Un nuovo pensiero (individual-interior) può diventare un abitudine (individual-exterior), che può influenzare la cultura (collective-interior).
Inoltre attraverso i quadranti scorre una linea di evoluzione verticale: tutto si evolve in stadi di complessità crescente. Non si tratta solo delle persone, ma anche delle culture, delle società che evolvono da forme più semplici a forme più articolate. Come già accennato però non “cresciamo” tutti allo stesso modo: possiamo, esempio, aver sviluppato molto le nostre capacità cognitive rimanendo immaturi emotivamente. Le linee di sviluppo sono diverse e pertanto procedono con modalità di sviluppo differenti.
In estrema sintesi, l'AQAL invita a guardare la realtà da tutte le angolazioni: soggettiva e oggettiva, individuo e società, verticalità dello sviluppo e diversità orizzontale, per ottenere una visione più completa possibile.
“A truly Integral or AQAL Framework is not an inert map, it’s a psychoactive map. It is a psychoactive system that goes through your entire bodymind and begins to activate any potentials that are not presently being used.” (Ken Wilber)
Bibliografia essenziale
Welwood, J. Toward a Psychology of Awakening: Buddhism, Psychotherapy and the Path of Personal and Spiritual Transformation (Shambhala, 2000)
Masters, R.A. (2010). Spiritual Bypassing: When Spirituality Disconnects Us from What Really Matters (North Atlantic Books, 2010)
Wilber, K. Psicologia integrale. Coscienza, spirito, psicologia e terapia (Crisalide, 2014)
Grof, C. & Grof, S. Emergenza spirituale. La crisi personale come rinnovamento profondo (Red Edizioni, 1993)
Chödrön, P. Se il mondo ti crolla addosso. Consigli dal cuore per i tempi difficili (Feltrinelli, 2017)
Chödrön, P. Senza via di scampo. La via della saggezza e della gentilezza amorevole (Feltrinelli, 2018)